Lessico e concetti pedagogici di riferimento


















 

           CAPACITA’

        Potenzialità e propensione (intesa come disposizione naturale) dell’essere umano a fare, pensare, agire in un certo modo. Riguarda ciò che una persona può fare, pensare, agire.

        E’ il poter essere della persona non ancora trasformato in essere, cioè la possibilità di essere non ancora tradotta in realtà o azione (essere). In teoria, ogni individuo possiede questa caratteristica fondamentale di ciò che è in potenza e non ancora messo in atto.

           CONOSCENZE

        Sono il prodotto dell’attività teoretica dell’uomo (cioè della sua attività speculativa, filosofica). Nella scuola, sono soprattutto ricavate dai risultati della ricerca scientifica e riguardano il sapere, cioè l’insieme delle conoscenze da acquisire o acquisite con lo studio.

           ABILITA’

        Sono la condizione e il prodotto della razionalità tecnica dell’uomo. Si riferiscono al saper far: non solo al fare, ma appunto anche al sapere le ragioni e le procedure di questo fare. In altre parole, anche al sapere perché operando in un certo modo e rispettando determinate procedure si ottengono certi risultati piuttosto che altri.

           COMPETENZA

       E’ la buona capacità potenziale di ciascuno portata effettivamente al miglior compimento nelle particolari situazioni date; ovvero quello che siamo effettivamente in grado di fare, pensare, agire, dinanzi ad una situazione problematica, che siamo chiamati ad affrontare e risolvere in un determinato contesto.

        Mentre le capacità esprimono la forma del nostro essere potenziale, le competenze manifestano quella del nostro essere attuale, nelle diverse contingenze date.

        E’ competente l’alunno il quale, mettendo a frutto le conoscenze acquisite e le abilità sviluppate, in un contesto dato, riesce a risolvere il problema e a raggiungere l’obiettivo prefissato, attraverso operazioni di transfert e di astrazione, e parte dall’obiettivo raggiunto per acquisire nuove conoscenze e sviluppare nuove abilità.

           COMPETENZA ATTESA

         Se la competenza è ciò che l’alunno sa fare sulla base di ciò che sa, la competenza attesa, al termine di un segmento di apprendimento è l’azione o la prestazione osservabile fornita dall’alunno, azione che testimonia in maniera documentabile il possesso della competenza stessa.  

         PROCESSI DI APPRENDIMENTO

         Identificano i processi, gli stili e le strategie d’apprendimento, cui si legano le condizioni.

         Se la competenza è il “che cosa” l’alunno deve raggiungere attraverso l’apprendimento, i processi sono il “come” l’alunno raggiunge e padroneggia tali competenze, mentre le condizioni sono il “perché” un alunno sviluppa un certo livello di competenze e l’altro no, ha un certo modo che è il suo e non di altri, ossia ha il suo stile di apprendimento.

           STILE DI APPRENDIMENTO

        E’ l’approccio, generale e preferito, all’apprendimento da parte di una persona, come il suo modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni. Lo stile, che l’alunno mette in atto nel processo di apprendimento, è relativamente indipendente dal contesto e dal contenuto trattato e condiziona la scelta e l’uso di strategie di apprendimento.   

           STRATEGIE DI APPRENDIMENTO

       Sono le azioni specifiche, i comportamenti, o tecniche, che gli studenti (spesso intenzionalmente) usano per imparare, facilitare e regolare l’apprendimento delle conoscenze e per migliorare il loro progresso nello sviluppo delle abilità.

           CONDIZIONI

         Sono le circostanze o i fatti che limitano o sviluppano l’apprendimento, spesso tra di loro interconnessi.

           LE MOTIVAZIONI

        Sono  il complesso delle ragioni che spingono ad agire. Si parla spesso di motivazione estrinseca (legata al desiderio di ricevere un premio o evitare una punizione) o intrinseca (legata alla soddisfazione per lo svolgimento di un compito).

        Ma la motivazione dipende anche da molti altri fattori: le convinzioni, le attitudini, l’ambiente.

        CONVINZIONI = opinioni, principi, regole, teorie … (conoscenze) possedute da un individuo rispetto ad un determinato fattore, ed il valore che viene loro attribuito.

       ATTITUDINE = predisposizione o capacità innata rispetto all'apprendimento di una determinata conoscenza o abilità.

        AMBIENTE = è il luogo di apprendimento. A scuola si impara in un ambiente di apprendimento intenzionale e istituzionale. L’alunno è dunque condizionato da altri fattori: l’insegnante che lavora in classe insieme allo stesso alunno, i rapporti con i compagni, con  l’insegnante stesso. E potremmo ancora aggiungere: i collaboratori scolastici, l’organizzazione stessa della scuola, il contesto familiare…

           VALUTAZIONE

       La valutazione consiste nella raccolta e uso di informazioni circa i mutamenti nel comportamento degli studenti allo scopo di prendere decisioni riguardo al programma educativo. La valutazione, mediante la raccolta di dati e informazioni circa i mutamenti nel comportamento dell’alunno, è il confronto tra gli obiettivi (ciò che volevamo ottenere), e i risultati (ciò che abbiamo ottenuto); il giudizio che ne scaturisce determina la strategia da seguire; se possiamo proseguire, essendo la metodologia corretta e i risultati confortanti, o se dobbiamo cambiare, modificare e ricorrere ad altre tattiche.

           OBIETTIVI GENERALI

         Sono gli obiettivi del processo formativo. Si desumono dalle Indicazioni Nazionali.

         OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

         Sono disciplinari e valoriali. Si desumono dalle Indicazioni Nazionali. Indicano le conoscenze (il sapere) e le abilità (il saper fare), che si collocano all’interno delle singole attività/discipline e attraverso cui si perviene al conseguimento degli obiettivi generali del processo educativo.

         OBIETTIVI FORMATIVI

         Sono da noi considerati i contenuti all’interno delle conoscenze e delle corrispondenti abilità e, pertanto, sono i risultati attesi di maturazione dell’allievo alla fine di un segmento breve del percorso educativo (U.d.A.)

         Nella Scuola dell’Infanzia e nei primi tre anni della Scuola Primaria vanno sempre esperiti a partire da problemi ed attività ricavati dall’esperienza diretta degli alunni. Tali attività devono sempre essere dotate di senso e, quindi, motivanti per chi le svolge. Sarà, allo stesso tempo, preoccupazione dei docenti far scoprire agli allievi la progressiva possibilità di aggregare i quadri concettuali a mano a mano ricavati dall’esperienza all’interno di repertori via via più formali, che aprano all’ordinamento disciplinare e interdisciplinare del sapere.

         UNITA’ DI APPRENDIMENTO (U.d.A.)

        Sono lo strumento principale di pianificazione didattica. La loro struttura organizzativa corrisponde a quella delle Unità Didattiche ed è costituita dalla progettazione di uno o più obiettivi formativi tra loro integrati, delle attività educative e didattiche unitarie, dei metodi e delle soluzioni organizzative necessarie per concretizzare gli obiettivi formativi formulati, nonché delle  modalità con cui verificare sia i livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto tali conoscenze e abilità si sono trasformate in competenze personali di ciascuno. Possono essere individuali o di gruppo classe, di gruppi di livello, di compito o elettivi.

           GRUPPO DI LIVELLO

         E’ composto da alunni con uguali capacità o livello di apprendimento.

         GRUPPO DI COMPITO

         E’ composto da alunni che devono eseguire un preciso compito.

           GRUPPO ELETTIVO

         E’ composto da alunni che dimostrano interessi e attitudini comuni (detto anche di sviluppo delle eccellenze).

           LABORATORIO

       L’attività laboratoriale costituisce in generale una metodologia didattica da promuovere e da sviluppare nei diversi momenti ed articolazioni del percorso formativo e da ricomprendere in un quadro didattico e organizzativo unitario. Essa, in particolare, viene assunta quale modalità operativa necessaria per la realizzazione di interventi su gruppi elettivi, di compito o di livello, finalizzati al consolidamento e alla personalizzazione degli apprendimenti.

         PERSONALIZZAZIONE DEI PIANI DI STUDIO

        Si intende la personalizzazione degli interventi formativi e, quindi, degli apprendimenti, attraverso la modulazione dell’azione didattica ed educativa del docente in relazione ai bisogni dell’alunno. Contribuiscono alla definizione dei percorsi formativi la scelta, effettuata dalle famiglie, delle attività e degli insegnamenti aggiuntivi nel rispetto delle capacità, vocazioni, attitudini e inclinazioni dell’alunno, da svolgersi nell’orario facoltativo opzionale.

         EQUIPE PEDAGOGICA

         E’ costituita da un numero di docenti idoneo a coprire il tempo scuola assicurato dalle istituzioni scolastiche e cioè dai docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche previsti dai piani di studio personalizzati. E’ responsabile della valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e della certificazione delle competenze da essi acquisite.

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PREMESSA

FINALITA' ISTITUZIONALI

IL MODELLO CULTURALE

L'ORGANIZZAZIONE DIDATTICO-PEDAGOGICA E METODOLOGICA

PROGRAMMAZIONI EDUCATIVE

STRUMENTI DIDATTICO-METODOLOGICI

STRUMENTI CONOSCITIVI